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		<title>Il suono della sveglia e il rintocco della campana.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 12:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Parmeggiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In quest&#8217;ultimo mese l&#8217;attenzione dei media è stata quasi totalmente rivolta alle controverse condotte del nostro primo ministro. Sull&#8217;opportunità morale di tali condotte credo che ognuno possa avere una propria opinione, la mia è improntata sempre a quella cautela di derivazione liberale per la quale la vita privata di una persona non dovrebbe essere oggetto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=135&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In quest&#8217;ultimo mese l&#8217;attenzione dei media è stata quasi totalmente rivolta alle controverse condotte del nostro primo ministro.<br />
Sull&#8217;opportunità morale di tali condotte credo che ognuno possa avere una propria opinione, la mia è improntata sempre a quella cautela di derivazione liberale per la quale la vita privata di una persona non dovrebbe essere oggetto di particolare interesse da parte degli altri, <strong>nella misura in cui non incide direttamente sugli interessi e sulle vite di altre persone</strong>. E, a ben vedere, il problema è proprio questo.<br />
Silvio come libero cittadino ha il diritto di svagarsi come vuole (purché non violi alcuna legge vigente), ma come presidente dovrebbe sapere bene che le sue azioni, anche quelle private, si riverberano inevitabilmente sulla nazione che rappresenta, che ogni suo comportamento idoneo a renderlo più vulnerabile o a comprometterne la reputazione, dispiega i suoi effetti su tutte le istituzioni preposte a governare il paese e sul paese stesso.<br />
Un premier dovrebbe avere a cuore in primo luogo i problemi che affliggono il nostro paese in questi anni tempestosi, specie quelli che riguardano la crescita economica stagnante, la disoccupazione che avanza, la totale inadeguatezza delle politiche in materia di investimenti in ricerca e sviluppo (che &#8211; non dimentichiamolo &#8211; sono l&#8217;unica chiave per accedere ad un futuro economicamente più roseo) e la qualità dell&#8217;istruzione italiana, sempre più scadente in ragione di una politica che non sembra andare oltre i tagli.<br />
Di fronte ad una situazione così grave, non è esagerato dire che un premier dovrebbe dedicare ogni momento della sua giornata a preparare un&#8217;azione coordinata ed efficace per risollevare il paese e la soluzione dei mali elencati dovrebbe essere la sua massima preoccupazione.<br />
Appare invece evidente come un premier che si espone con la sua condotta ad accuse di abuso di potere, a critiche da parte delle istituzioni italiane ed estere, alla rabbia della società che giustamente non vede di buon occhio un premier che si abbandona ad eccessi da Re Sole mentre gran parte del paese mette nel carrello della spesa sempre meno merce, sia un premier che arreca un danno al paese che rappresenta.<br />
Un problema ulteriore è rappresentato dal fatto che l&#8217;economia globale è assolutamente indifferente ai tempi del teatrino politico e il suo fluttuante andamento rischia di travolgerci un&#8217;altra volta trovando le istituzioni impreparate a fronteggiare una nuova ondata di crisi e ad approntare una serie di contromisure efficaci.<br />
Come ricordano regolarmente da mesi i rappresentanti di numerose istituzioni, tra le quali <a href="http://www.corriere.it/economia/10_novembre_09/marcegaglia-governo_b94e7244-ebec-11df-8ec2-00144f02aabc.shtml">la presidente di Confindustria</a>, l&#8217;Italia oggi sembra non avere nessuno al timone e, come tale, rischia di naufragare.<br />
E&#8217; quindi ora che suoni la sveglia, che la politica prenda una direzione chiara: se deve aprirsi una crisi lo si faccia subito, in modo tale da chiuderla entro tempi brevi ed attutirne gli strascichi, se invece Berlusconi crede di poter ancora governare lo dimostri mobilitando i suoi ministri per porre in essere misure legislative a favore dell&#8217;impresa e a tutela delle fasce più deboli, non semplicemente urlando incattivito contro i giudici e contro il complotto ordito a tutti i livelli dell&#8217;universo alle sue spalle. E magari non accampando più la scusa che non riesce a governare a causa dei processi in cui è coinvolto. Per quello esistono gli avvocati, e lui può certo permettersi i migliori sulla piazza; inoltre, non ho francamente mai sentito un imprenditore che, messo sotto inchiesta, abbia smesso di recarsi al lavoro e abbia fatto fallire la propria azienda lamentandosi di non avere tempo da dedicarle.<br />
Facciamo pressione quindi a tutti i livelli affinché chi ci governa si mobiliti immediatamente ed evitiamo a tutti i costi di aspettare inermi che il trillo della sveglia si tramuti presto nei lugubri rintocchi delle campane da funerale.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/crisi-finanziaria/'>crisi finanziaria</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/economia/'>economia</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/governo/'>governo</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/politica/'>politica</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/reggionomics.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/reggionomics.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/reggionomics.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/reggionomics.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/reggionomics.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/reggionomics.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/reggionomics.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/reggionomics.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/reggionomics.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/reggionomics.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/reggionomics.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/reggionomics.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/reggionomics.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/reggionomics.wordpress.com/135/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=135&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;utopia della leadership, troppe navi senza capitano</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 09:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Parmeggiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sfogliamo i giornali e cosa leggiamo? Che Unicredit si prepara ad un possibile e drastico cambiamento di vertice, spinto dai contrasti interni tra top managment e soci che rappresentano le fondazioni bancarie. Per questa ragione Profumo probabilmente sarà costretto a rassegnare le dimissioni, punito per non avere dato la dovuta pubblicità e non aver usato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=127&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sfogliamo i giornali e cosa leggiamo?<br />
Che Unicredit si prepara ad un possibile e drastico cambiamento di vertice, spinto dai contrasti interni tra top managment e soci che rappresentano le fondazioni bancarie. Per questa ragione Profumo probabilmente sarà costretto a rassegnare le dimissioni, punito per non avere dato la dovuta pubblicità e non aver usato le dovute cautele in relazione all&#8217;acquisto di azioni della prima grande banca italiana effettuate dai libici.<br />
L&#8217;immediata conseguenza di questo vacillare del vertice la iniziamo a vedere già ora: i<a href="http://www.corriere.it/economia/10_settembre_21/titolo-unicredit-borsa_c144ebfa-c54e-11df-8164-00144f02aabe.shtml">l titolo scende pesantemente in borsa</a>.</p>
<p>Ed ora cambiamo argomento, però restiamo in una situazione in cui la leadership e la stabilità di governo è utopica per definizione, ossia parliamo del PD.<br />
Come ben sappiamo, Uòlter, l&#8217;intellettuale paladino della borghesia romana lefty-chic, ha lanciato un documento programmatico, che sa di minaccia di scissione&#8230;ma anche di semplice proposta; che ha la finalità di imporre la sua corrente all&#8217;interno del partito&#8230;ma anche di dare uno scossone che torni utile alle altre.<br />
Unico risultato palpabile: litigi al vertice del partito, compromissione della già delicata posizione di Bersani, che più che un segretario in grado di guidare il partito sembra ridotto ad un vigile urbano che cerca di assicurare il transito spericolato delle varie mozioni e correnti, provando disperatamente ad evitare incidenti.<br />
Conseguenza diretta di queste baruffe al vertice è anche in questo caso un sonoro <a href="http://www.repubblica.it/statickpm3/rep-locali/repubblica/speciale/2010/sondaggi_ipr/fiducia_governo_settembre.html">calo di consensi (-6%)</a>: agli elettori non piacciono i politici litigiosi, specie quando ci sono problemi veri, quotidiani da affrontare e specie se i loro litigi non concernono diverse reali linee di intervento politico, ma principalmente la spartizione dell&#8217;influenza personale sul partito intero.</p>
<p>Quale lezione possiamo trarre da queste due situazioni diverse eppure aventi una matrice di fondo comune?</p>
<p>Che specie quando le acque sono tempestose, il futuro incerto e tutti si attendono il peggio, c&#8217;è bisogno di un capitano forte e con ampi poteri per trarre in salvo la nave sulla quale tutti navighiamo.<br />
Non non mi riferisco a un dittatore capace di mandare tutti al patibolo per un proprio capriccio, bensì a un capo che, pur consultandosi coi suoi sottoposti, in ultima istanza decide da solo la rotta e si assume dinanzi a tutti la responsabilità delle proprie decisioni.<br />
In caso contrario si affonda. E&#8217; una regola elementare che pure il pirata Morgan avrebbe potuto spiegare diversi secoli addietro, ma che, a quanto pare, sia la finanza che la politica italiana odierna stentano ad apprendere.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/banca/'>banca</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/borsa/'>borsa</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/crisi-finanziaria/'>crisi finanziaria</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/economia/'>economia</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/governo/'>governo</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/politica/'>politica</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/reggionomics.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/reggionomics.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/reggionomics.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/reggionomics.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/reggionomics.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/reggionomics.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/reggionomics.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/reggionomics.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/reggionomics.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/reggionomics.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/reggionomics.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/reggionomics.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/reggionomics.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/reggionomics.wordpress.com/127/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=127&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Economia &amp; Politica</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 09:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Parmeggiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi questo blog parlerà anche di politica, perché lo scenario attuale non lascia spazio a dubbi: mai come in questi anni la politica sia italiana che internazionale dovrà decidere su alcune questioni economiche cruciali: dalla regolazione dei mercati finanziari alla riforma del mercato del lavoro; dal ripensamento della normativa fiscale e dei suoi incentivi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=123&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi questo blog parlerà anche di politica, perché lo scenario attuale non lascia spazio a dubbi: mai come in questi anni la politica sia italiana che internazionale dovrà decidere su alcune questioni economiche cruciali: dalla regolazione dei mercati finanziari alla riforma del mercato del lavoro; dal ripensamento della normativa fiscale e dei suoi incentivi all&#8217;aggiornamento delle modalità di intervento pubblico nel mercato. E potremmo anche aggiungere la creazione di stimoli alla creazione di nuove imprese e gli incentivi al finanziamento della ricerca, senza le quali un sistema economico vacilla o addirittura muore.<br />
Ovviamente nel trattare di politica questo blog privilegerà sempre questioni attinenti all&#8217;economia, nonché un approccio tecnico ed analitico alla loro trattazione. I toni urlati, le frasi fatte e gli slogan continueranno a non essere presi in considerazione, al contrario ogni affermazione sarà puntualmente argomentata.<br />
Perché solo così dalla bruta parola può nascere un&#8217;idea.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/deterrenza/'>deterrenza</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/diritto/'>diritto</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/economia/'>economia</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/politica/'>politica</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/regolazione/'>regolazione</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/reggionomics.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/reggionomics.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/reggionomics.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/reggionomics.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/reggionomics.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/reggionomics.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/reggionomics.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/reggionomics.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/reggionomics.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/reggionomics.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/reggionomics.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/reggionomics.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/reggionomics.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/reggionomics.wordpress.com/123/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=123&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cambiare l&#8217;art. 41, perché?</title>
		<link>http://reggionomics.wordpress.com/2010/06/17/cambiare-lart-41-perche/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 13:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Parmeggiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo interessante post del Prof. Antonio Nicita sul blog del dipartimento di economia politica dell&#8217;Università di Siena induce a fare alcune considerazioni sulla modifica costituzionale in materia di libertà d&#8217;impresa che il Governo ha in cantiere, dopo averla annunciata come una delle riforme da attuare con più urgenza. Francamente non capisco perché da un giorno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=115&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.econ-pol.unisi.it/blog/?p=2325">Questo interessante post del Prof. Antonio Nicita</a> sul <a href="http://www.econ-pol.unisi.it/blog/">blog del dipartimento di economia politica dell&#8217;Università di Siena</a> induce a fare alcune considerazioni sulla modifica costituzionale in materia di libertà d&#8217;impresa che il Governo ha in cantiere, dopo averla annunciata come una delle riforme da attuare con più urgenza.<br />
Francamente non capisco perché da un giorno all&#8217;altro sia diventato così prioritario rivedere l&#8217;art. 41 della Costituzione sulla libertà d&#8217;impresa.<br />
E&#8217; vero che tale norma presenta un significato confuso ed è vero che è malposta, essendo frutto di un compromesso tra tendenze liberalizzatrici provenienti dall&#8217;altra sponda dell&#8217;Atlantico e la necessità di venire a patti con le forze politiche socialiste e comuniste che non potevano essere escluse dalla ricostruzione del paese.<br />
Però, diciamoci la verità, le storture dei settori economici e produttivi italiani non derivano da tale articolo, che è semplicemente un principio generale ed astratto, bensì da come i singoli settori economici sono stati regolati nel corso degli anni dal nostro legislatore, e cioè poco, male e in ritardo.<br />
Il settore finanziario è un esempio lampante di questa scadente opera normativa: da un lato l&#8217;accesso al settore bancario è stato presidiato fino ai primi anni 80 da un autorizzazione che la Banca d&#8217;Italia concedeva &#8220;in base alle esigenze economiche del mercato&#8221;, quindi nella maggior parte dei casi in base a linee di politica economica decise dai governi.<br />
In secondo luogo il mercato finanziario è stato fino agli al 1974 privo di un&#8217;autorità indipendente che esercitasse su di esso una specifica vigilanza, e anche in periodi relativamente recenti, ampi settori di esso erano regolati da una legge risalente agli anni &#8217;10 ancora basata sull&#8217;obsoleta figura degli &#8220;agenti di cambio&#8221; e sulle &#8220;grida di borsa&#8221;, proprio mentre in USA e nel resto dei paesi più avanzati si iniziava ad operare sui mercati in modo telematico.<br />
Perciò se si vuole rendere l&#8217;economia italiana più dinamica bisogna intervenire con legge ordinaria sui singoli settori, non sulla costituzione. Ragioniamo insieme: cambiare l&#8217;articolo 41 di per sé che conseguenze positive immediate avrebbe sulle contromisure da prendersi nei confronti della crisi?<br />
Per snellire la burocrazia e fare sì che un&#8217;impresa in Italia possa essere costituita nella metà del tempo basta modernizzare ulteriormente le camere di commercio e tutti gli enti preposti al rilascio di autorizzazioni affinché operino in modo più efficiente. Tutte cose che si possono fare con legge ordinaria se non addirittura tramite fonti sub-legislative.<br />
Per dare incentivi alla costituzione di nuove imprese specie in aree di business strategiche basta fare leva sulla politica fiscale prevedendo sgravi e incentivi, il che può essere parimenti effettuato con legge ordinaria.<br />
Insomma, modificare la costituzione per migliorare l&#8217;economia italiana in tempi di crisi sarebbe come volere cambiare le fondamenta di casa quando il problema è il tetto che perde acqua.<br />
Al contrario si dovrebbe iniziare a riorganizzare i settori economici rimuovendo carichi burocratici inutili e prevedendo incentivi e sgravi per le imprese che investono in ricerca e sviluppo, evitare gli sprechi in enti inutili e convogliare le risorse presso i settori più meritevoli, e forse qualcosa cambierà in meglio.<br />
Se poi finalmente si rinunciasse anche a progetti di infrastrutture pubbliche che si sono rivelate una voragine di milioni di euro (nel migliore dei casi dissipati, nel peggiore dati alle mafie) e gli enti pubblici la smettessero di operare in base a familismi e clientele assortite, allora davvero potremmo raggiungere dei risultati positivi nel breve e nel medio periodo.<br />
Il tutto senza la modifica della Costituzione che, vista l&#8217;enfasi con cui è propugnata, ci chiediamo con qualche inquietudine a chi esattamente oggi possa giovare.</p>
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		<title>I timori per l&#8217;Euro e l&#8217;attacco degli speculatori</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 16:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Parmeggiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La preoccupazione è palpabile da settimane, si vede il mercato crollare e poi risalire e quindi ancora discendere in una confusa altalena di volatilità. La perdita di valore dell&#8217;Euro sul dollaro continua poi a essere considerata come un segno dell&#8217;evidente fragilità politica dell&#8217;unione monetaria e politica europea, che, persa la livrea di baluardo più resistente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=110&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La preoccupazione è palpabile da settimane, si vede il mercato crollare e poi risalire e quindi ancora discendere in una confusa altalena di volatilità.<br />
La perdita di valore dell&#8217;Euro sul dollaro continua poi a essere considerata come un segno dell&#8217;evidente fragilità politica dell&#8217;unione monetaria e politica europea, che, persa la livrea di baluardo più resistente alla crisi, è ritratta spesso come un gigante coi piedi d&#8217;argilla.<br />
Secondo alcune voci questi ribassi sulle borse europee sono così accentuati perché c&#8217;è qualcuno che su questa caduta libera ci specula. Lasciando stare teorie complottistiche che parlano di regie occulte da parte dell&#8217;establishment finanziario americano al fine di ridare lustro alla finanza statunitense infangando il prestigio europeo, c&#8217;è però da chiedersi se qualcuno stia davvero giocando coi destini della moneta unica e sta realizzando immensi profitti.<br />
In effetti la possibilità che l&#8217;euro sia nel mirino degli speculatori è concreta, e non tanto per ragioni occulte e trame segrete, ma perché la debolezza derivante dai conti truccati e dalla situazione finanziaria dissestata della Grecia rende l&#8217;euro e i titoli quotati sui mercati europei molto appetibili per chi intenda realizzare elevati profitti.<br />
Quasi tutti i grandi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondi_speculativi">hedge fund,</a> infatti, hanno dato prova anche in un recente passato di impostare strategie speculative sullo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vendita_allo_scoperto">short selling</a>, ossia sulla vendita allo scoperto.<br />
In pratica i fondi prendono in prestito strumenti finanziari (che possono essere valute, azioni o obbligazioni in base al bersaglio da deprimere) che vendono sul mercato come fossero propri e che in seguito dovranno ricomprare per restituirli al soggetto dal quale li hanno ricevuti in prestito.<br />
Perché una simile operazione generi profitti è necessario che il prezzo al quale i titoli sono ricomprati dallo speculatore sia sensibilmente inferiore al prezzo al quale lo speculatore ha posto in essere la sua precedente operazione di vendita sul mercato (più ovviamente l&#8217;interesse da corrispondere al prestatore&#8230;).<br />
Questa strategia è stata spesso efficace in quanto consente di vendere sul mercato molti più strumenti finanziari di quanti se ne hanno a disposizione facendo sì che il mercato recepisca questa immensa mole di vendite e irrazionalmente reagisca con ulteriori vendite, causando il crollo di fiducia e quindi riducendo ai minimi il prezzo di riacquisto degli stumenti finanziari per lo &#8220;shorter&#8221; e facendo vertiginosamente aumentare i suoi profitti. Più alto e repentino è il crollo, maggiore saranno il guadagno dello speculatore.<br />
Lo short selling si mostra quindi molto efficace se come bersaglio sono presi degli strumenti finanziari di cui il mercato paventa un ribasso, accentuandone la corsa verso il tracollo.  Ad esempio il fondo Greenlight Capital, che per primo predisse la caduta di Lehman Brothers, realizzò enormi profitti vendendo allo scoperto le azioni di Lehman, dando così un segnale al mercato sulla precarietà dei suoi conti, ma accelerando notevolmente la discesa della banca americana verso la bancarotta. E&#8217; insomma un po&#8217; come la strategia un predatore che si getta sulla preda già ferita, in quanto è più facile assestarle il colpo di grazia.<br />
Oggi la preda ferita è rappresentata dall&#8217;Euro e dai titoli delle principali banche e società quotate europee, la posta in gioco è quindi altissima perché un perdurante tracollo come quello della scorsa settimana non solo minerebbe alla radice la finanza europea ma destabilizzerebbe anche il fondamento politico e le relazioni diplomatiche del vecchio continente.<br />
Se quindi la posta in gioco concerne gli stati e la politica, anche la risposta che si dà agli speculatori deve essere condivisa e posta in essere armonicamente da tutti i governi dei paesi coinvolti e &#8211; la cosa più difficile &#8211; deve essere realizzata subito.<br />
Le opzioni sono molte per mostrare i muscoli a chi specula: si possono punire le operazioni speculative trattandole alla stregua di manipolazioni di mercato e quindi perseguire gli speculatori; si può cercare di fare fallire gli speculatori facendo porre in essere da organismi statali pubblici operazioni opposte a quelle da loro compiute; si può semplicemente vietare lo short selling, privando così i ribassisti di una delle loro armi migliori.<br />
Solo un&#8217;opzione non è contemplata: temporeggiare.<br />
Come è noto la certezza e la tempistica sono alla base della finanza e mai come oggi la più dannosa delle azioni sarebbe proprio costituita da una incerta esitazione.</p>
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		<title>Goldman Sachs e i mille interrogativi della finanza odierna</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 11:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Parmeggiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Goldman Sachs, la più potente banca d&#8217;investimenti americana, quella dalle cui fila provenivano gli stessi consulenti del Governo USA, quella che non sbagliava mai, così potente da avere perfino dato adito a speculazioni e dietrologie sulla sua natura di ente al di sopra di ogni legge e di ogni stato è oggetto di un&#8217;inchiesta per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=108&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Goldman Sachs, la più potente banca d&#8217;investimenti americana, quella dalle cui fila provenivano gli stessi consulenti del Governo USA, quella che non sbagliava mai, così potente da avere perfino dato adito a speculazioni e dietrologie sulla sua natura di ente al di sopra di ogni legge e di ogni stato è oggetto di un&#8217;inchiesta per frode da parte della SEC, ossia l&#8217;autorità di vigilanza sui mercati finanziari americana.</p>
<p>La condotta alla base di questa inchiesta è efficacemente riassunta e spiegata da Marco Onado in <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/25-aprile-2010/sec-goldman-sachs-derivati.shtml">questo articolo</a> pubblicato sul Sole 24 Ore.</p>
<p>Riassumendo: c&#8217;è un fondo di investimento molto potente che scommette sul crollo di un certo settore di mercato, Goldman Sachs confeziona su misura uno strumento strutturato che fa guadagnare chi lo acquista se quello stesso preciso settore di mercato aumenta di valore.<br />
Goldman Sachs vende sul mercato questo titolo anche a banche e altre potenti istituzioni e incassa milioni e milioni di dollari in commissioni, il mercato di riferimento crolla, il fondo guadagna, chi ha comprato il titolo subisce perdite così gravi da mettere addirittura a rischio la propria solvibilità e da richiedere un aiuto governativo.</p>
<p>Questa vicenda, al di là di come si concluderà (come riporta Onado, si sostiene che in realtà sia difficile provare la frode o il comportamento volutamente collusivo della banca d&#8217;affari), pone degli interrogativi importanti sulla finanza odierna e i suoi conflitti di interesse.</p>
<p>Lungi dal volere fornire in questa sede una risposta definitiva, mi limiterò a passarli brevemente in rassegna:</p>
<p>In primo luogo è corretta una banca d&#8217;affari che costruisce apposta uno strumento derivato sul quale un fondo con cui è in stretti rapporti ha già scommesso un estremo ribasso?</p>
<p>E&#8217; corretto che una banca d&#8217;affari operi nella doppia veste di consulente sulle operazioni di altri e come soggetto che compie operazioni speculative sui mercati per conto proprio?</p>
<p>Ma soprattutto, se pure istituzioni ipersofisticate come le banche acquirenti sono state tratta in inganno in modo palese da questo genere di titoli, che futuro possono avere gli strumenti finanziari c.d. strutturati o quelli che presentano una rilevante complessità?</p>
<p>Ha senso vietarli? restringerne la possibilità di costruirli e collocarli sul mercato? consentirne la vendita subordinandola però a stringenti obblighi di trasparenza ed informazione?</p>
<p>Credo che sarà difficile venire a capo una volta per tutte di una situazione così complessa. Forse una nota di ottimismo può darcela il mercato stesso, che oggi come oggi, essendo ancora &#8220;scottato&#8221; dalla crisi, tendenzialmente rifiuta tali strumenti finanziari e li rende di fatto difficilmente collocabili.<br />
Il problema quindi può essere rimodulato in questa maniera:</p>
<p>possiamo prevenire tali irrazionali situazioni che portano verso crisi sistemiche oppure dobbiamo accontentarci di un mercato che semplicemente impara dai propri errori?</p>
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		<title>I Credit Default Swaps, ovvero lo spauracchio (irrazionale) del mercato</title>
		<link>http://reggionomics.wordpress.com/2010/03/14/i-credit-default-swaps-ovvero-lo-spauracchio-irrazionale-del-mercato/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 16:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Parmeggiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultimamente sembra che il mondo si sia finalmente accorto che esistono gli strumenti derivati e che essi sono il male assoluto della finanzia globale. In particolare ci si scaglia contro i famigerati Credit Default Swaps (o CDS) che sono additati come i principali strumenti diabolici tramite i quali le banche d&#8217;affari hanno messo in ginocchio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=103&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carriera24.it/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/03/speculazione-credit-default-swap-banche-materie-prime.shtml?uuid=8f977cfc-2b76-11df-9e06-f0245f3b8bda">Ultimamente</a> sembra che il mondo si sia finalmente accorto che esistono gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strumento_derivato">strumenti derivati</a> e che essi sono il male assoluto della finanzia globale.<br />
In particolare ci si scaglia contro i famigerati <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Credit_default_swap">Credit Default Swaps</a> (o CDS) che sono additati come i principali strumenti diabolici tramite i quali le banche d&#8217;affari hanno messo in ginocchio la stabilità globale.<br />
Ma sarà giustificato tutto questo accanimento? Io non credo.<br />
I CDS, come i derivati in genere, sono strumenti finanziari il cui rendimento è connesso all&#8217;andamento di altri strumenti finanziari. Essi si prestano a diversi usi, ma hanno la funzione precipua di proteggere dal rischio che gli strumenti ai quali sono collegati perdano di valore, come una sorta di assicurazione contro un investimento sbagliato.<br />
Esempio banalissimo: se compro X azioni dell&#8217;impresa Alfa e mi espongo così al rischio che tali azioni perdano il loro valore, posso comprarmi delle opzioni c.d. &#8220;put&#8221; sulle azioni di Alfa, che mi consentono di vendere ad una certa data il mio pacchetto azionario ad un certo valore predefinito, di modo che io possa così essere certo di non subite una perdita maggiore di tale valore.<br />
I CDS seguono più o meno le stesse dinamiche, semplicemente il loro valore è collegato all&#8217;insolvenza dell&#8217;impresa cui si riferiscono, essi non sono nocivi di per sé, è stato nocivo solo l&#8217;uso che ne è stato fatto.<br />
Come è vero che un medicinale è buono se ne facciamo un uso oculato ma può essere letale se lo prendiamo in dosi eccessive, così i derivati (e i CDS) sono buoni se si usano in modo razionale e sono nocivi se si usano per eludere le regole in materia di finanzia pubblica (il caso della Grecia) o semplicemente in misura eccessiva e irrazionale (il caso del colosso americano assicurativo AIG, che è stato salvato in extremis dall&#8217;intervento governativo).<br />
In altre parole non c&#8217;è necessità di alcun divieto ma solo di una sana e razionale attività di regolazione, corredata da un corpus di sanzioni proporzionate, efficaci ma soprattutto effettivamente irrogate tramite un&#8217;azione di vigilanza armonica e coordinata da parte delle autorità delle singole nazioni.<br />
Perché come è irrazionale l&#8217;acritica accettazione di tutto ciò che a prima vista porta introiti, così è altrettanto irrazionale l&#8217;acritico rifiuto di tutto ciò che in circostanze ben precise ha cagionato un danno.</p>
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		<title>il tetto agli stipendi dei manager in salsa italica: il populismo che fa male al risparmiatore</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 12:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Parmeggiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 27 gennaio scorso al Senato è stato approvato un emendamento alla legge comunitaria 2009 proposto a alcuni senatori dell&#8217;IDV che impone un tetto agli stipendi dei manager delle banche e delle società quotate, imponendo che il loro ammontare lordo non possa superare quello previsto per i parlamentari. I parlamentari in Italia hanno certamente degli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=92&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 27 gennaio scorso al Senato è stato approvato un emendamento alla legge comunitaria 2009 proposto a alcuni senatori dell&#8217;IDV che impone un tetto agli stipendi dei manager delle banche e delle società quotate, <a href="http://www.professionisti24.ilsole24ore.com/art/Professionisti24/Management/2010/01/MANAGEMENT_TETTO_STIPENDI_MANAGER.shtml?uuid=fc47db2e-0cf1-11df-a8e3-e5834f89f27d&amp;DocRulesView=Libero">imponendo che il loro ammontare lordo non possa superare quello previsto per i parlamentari</a>.<br />
I parlamentari in Italia hanno certamente degli stipendi elevati, forse troppo elevati se pensiamo alle innumerevoli assenze che sono loro consentite, anche durante clamorose votazioni e contro il medesimo interesse dei loro partiti d&#8217;appartenenza.<br />
Però la loro remunerazione oscilla intorno ai 15.000 &#8211; 17.000 euro mensili più le indennità ed è quindi estremamente inferiore ai compensi dei manager in posizione apicale nelle maggiori società quotate.<br />
I più ottusi populisti penseranno che un simile disegno di riforma sia una grande vittoria nei confronti di questo avido capitalismo, in quanto la legge obbligherebbe i manager ad essere pagati di meno, piegherebbe la loro sete di soldi e renderebbe il mercato finanziario più umile e frugale.<br />
Il problema però è che chi la pensa in questo modo &#8211; e quindi anche gli stessi ideatori di questo dannoso emendamento &#8211;  non capiscono che i prezzi dei compensi dei manager sono il prodotto delle dinamiche stesse del mercato e provare a cambiare il mercato globale con una legge in vigore in un solo paese, che tra l&#8217;altro diviene sempre più marginale nello scacchiere economico internazionale, non migliora il mercato globale ma penalizza unicamente il paese in cui è in vigore, ossia l&#8217;Italia.<br />
Lasciando perdere i gravissimi problemi che pone in termini di costituzionalità, un simile disegno di legge infatti, qualora fosse definitivamente approvato, avrebbe come unico effetto di spingere alla fuga i manager italiani più dotati verso altri lidi dove sono meglio pagati. Per converso, collocherebbe al vertice delle società italiane solamente manager che accettano di farsi pagare un decimo dei loro competitors europei, quindi manager che o hanno degli straordinari costumi pauperistici (un fenomeno estremamente raro!) o sanno di poter aggirare le norme e guadagnare in modo non trasparente (che sarebbe peggio dello scenario odierno) o, infine, che semplicemente valgono poco.<br />
Senza contare poi un effetto ancora più nocivo: la norma in questione si applicherebbe solo alle società quotate, quindi potrebbe portare ad una conseguenza terribilmente nefasta, ossia che gran parte delle società quotate italiane optino per il delisting oppure si vadano a quotare altrove. Va ricordato in proposito che una società quotata è una società che ha molti più obblighi di comunicazione e divulgazione di informazioni verso il mercato e i risparmiatori rispetto ad una non quotata, quindi più cresce il numero delle società che si ritirano dalla borsa più diminuisce la trasparenza societaria a livello nazionale.<br />
Inoltre, va ricordato che in un sistema finanziario nazionale, meno è forte la borsa più potere hanno le banche, che divengono così l&#8217;unico veicolo di finanziamento per l&#8217;impresa medio-grande. Da sempre ci si è lamentati del &#8220;bancocentrismo&#8221; italiano, del fenomeno del &#8220;credit crunch&#8221; praticato in tempi di crisi dagli enti creditizi italiani, nonché della asfitticità del nostro mercato finanziario: grazie a questa dose di populismo in forma di emendamento forse si vellicherà il ventre molle del popolino, ma sicuramente si fa un gran male all&#8217;economia italiana, accentuandone i difetti, senza risolvere minimamente gli eccessi e le storture della finanza globale.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/banca/'>banca</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/borsa/'>borsa</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/compensi-management/'>compensi management</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/crisi-finanziaria/'>crisi finanziaria</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/diritto/'>diritto</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/governo/'>governo</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/mercato-finanziario/'>mercato finanziario</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/politica/'>politica</a>, <a href='http://reggionomics.wordpress.com/tag/regolazione/'>regolazione</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/reggionomics.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/reggionomics.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/reggionomics.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/reggionomics.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/reggionomics.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/reggionomics.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/reggionomics.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/reggionomics.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/reggionomics.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/reggionomics.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/reggionomics.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/reggionomics.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/reggionomics.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/reggionomics.wordpress.com/92/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=92&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>le agenzie di rating, il dono della preveggenza e qualcosa che bolle in pentola</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 15:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Parmeggiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri ho letto questo. Quanto conclude il numero 1 di S&#38;P io lo sostengo da almeno un anno. Questo post non è affatto per celebrare me stesso, bensì per sottolineare come sotto un tale esame di coscienza di una enorme corporation che &#8211; seppure oggetto di accuse da parte di molti commentatori del mercato finanziario [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=89&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho letto <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/01/raiting-liberta-di-scelta.shtml?uuid=19e9bd42-07fb-11df-b1b6-b1c46fcc8efb&amp;DocRulesView=Libero">questo</a>.<br />
Quanto conclude il numero 1 di S&amp;P io lo sostengo da almeno un anno.<br />
Questo post non è affatto per celebrare me stesso, bensì per sottolineare come sotto un tale esame di coscienza di una enorme corporation che &#8211; seppure oggetto di accuse da parte di molti commentatori del mercato finanziario &#8211; genera profitti elevatissimi, c&#8217;è sempre qualcosa di ulteriore. Nulla infatti accade per caso, specie tra i protagonisti del mercato finanziario, perciò c&#8217;è da chiedersi a cosa miri S&amp;P col suo mea culpa.<br />
Io un&#8217;ideuzza ce l&#8217;avrei, ma visto che la sto passando al vaglio in questi giorni non mi voglio ancora sbilanciare. Basti pensare però che spesso ammettere una propria responsabilità può essere un buon modo per farne dimenticare un&#8217;altra che può avere ricadute più gravi.<br />
Staremo a vedere.</p>
<br /> Tagged: agenzie di rating, crisi finanziaria, deterrenza, economia, finanza, regolazione <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/reggionomics.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/reggionomics.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/reggionomics.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/reggionomics.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/reggionomics.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/reggionomics.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/reggionomics.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/reggionomics.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/reggionomics.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/reggionomics.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/reggionomics.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/reggionomics.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/reggionomics.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/reggionomics.wordpress.com/89/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=89&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Passera&#8217;s version&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 13:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Parmeggiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molto interessante e condivisibile la visione di Corrado Passera sull&#8217;economia italiana pubblicata dal Wall Street Journal. In effetti l&#8217;Italia ha diversi punti di forza in ambito economico, quali la grande intraprendenza dell&#8217;iniziativa privata (specie in certe aree geografiche, beninteso&#8230;), la diffusione di un concetto di benessere più ampio che prescinde dalla mera massimizzazione del profitto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=87&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante e condivisibile l<a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704541004575010630608504568.html">a visione di Corrado Passera sull&#8217;economia italiana</a> pubblicata dal Wall Street Journal.<br />
In effetti l&#8217;Italia ha diversi punti di forza in ambito economico, quali la grande intraprendenza dell&#8217;iniziativa privata (specie in certe aree geografiche, beninteso&#8230;), la diffusione di un concetto di benessere più ampio che prescinde dalla mera massimizzazione del profitto nonché l&#8217;avversione tendenziale ad assumere sia a livello di impresa che individuale dei rischi eccessivi tali da compromettere la stabilità del sistema, come invece è avvenuto in Inghilterra.</p>
<p>Passera però avrebbe dovuto sottolineare maggiormente come spesso queste qualità sono messe in pratica a caro prezzo e tra mille difficoltà, ad esempio si è intraprendenti ma si è intralciati dalla burocrazia mastodontica statale o locale, si cerca di essere virtuosi ma ci si scontra contro un fisco cieco e irrazionale che spesso penalizza chi tiene una condotta negli affari ineccepibile e premia chi invece pone in essere pratiche elusive o scorrette.</p>
<p>E soprattutto doveva forse rimarcare che il vero problema in Italia è la carenza di fondi per la ricerca e l&#8217;innovazione, che è un ambito regolarmente snobbato e considerato inutile sia dal Governo, che non fa altro che apporre tagli alle attività che costituiscono un investimento sul futuro e da quegli attori privati (quali le banche) che, seppure teoricamente in grado di finanziare la ricerca, destinano a tale fine una porzione di risorse inferiore a quella dei loro equivalenti americani.</p>
<p>Infatti una domanda sorge spontanea in chiusura: molte persone si lamentano dei tagli del governo alle università e giustamente si evoca come esempio da seguire l&#8217; università americana, dove però la ricerca è in larga parte finanziata da soggetti privati e gestita secondo strettissimi criteri di responsabilità. Perché quindi non ci arrabbiamo anche un po&#8217; con le nostre grandi imprese, che forse invece di devolvere milioni di euro in bonus e in sponsorizzazioni di carattere pubblicitario potrebbero accantonare qualche risorsa in più per investire in ricerca di cui saranno le prime beneficiarie?<br />
Che ne dice dott. Passera, li diamo un po&#8217; di spiccioli a questi ricercatori o li lasciamo tutti fuggire verso più profittevoli lidi?</p>
<br /> Tagged: crisi finanziaria, economia, finanza, governo, politica, regolazione, ricerca, tecnologia, università <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/reggionomics.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/reggionomics.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/reggionomics.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/reggionomics.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/reggionomics.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/reggionomics.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/reggionomics.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/reggionomics.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/reggionomics.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/reggionomics.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/reggionomics.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/reggionomics.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/reggionomics.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/reggionomics.wordpress.com/87/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=reggionomics.wordpress.com&amp;blog=7185310&amp;post=87&amp;subd=reggionomics&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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